In breve
- Fino a 200 partecipanti e con l’evento che si chiude entro le 24 dello stesso giorno, la licenza di spettacolo è sostituita da una SCIA: lo dice l’art. 68 del TULPS, e non dipende dal Comune.
- Con capienza fino a 200 persone le verifiche della commissione di vigilanza sono sostituite da una relazione tecnica di un professionista abilitato, che per gli allestimenti temporanei può valere due anni.
- Le due scadenze che nessuno conosce non sono in Comune: l’avviso alla centrale del 118 (15, 30 o 45 giorni prima secondo il rischio) e il tempo del tecnico, che è il collo di bottiglia vero.
Organizzare una festa aperta al pubblico in Italia non richiede un permesso: ne richiede cinque o sei, ognuno con il suo ufficio e il suo tempo di lavorazione. Nessuno di questi tempi è negoziabile a ridosso della data, ed è per questo che le prime edizioni saltano più spesso per ritardo che per errore.
La buona notizia è che l’impianto nazionale è più semplice di come viene raccontato, e ruota intorno a quattro numeri: **200 partecipanti** (che decide se serve una licenza o basta una segnalazione), **200 di capienza** (che decide se serve la commissione di vigilanza o basta una relazione tecnica), **5.000** (che sposta la commissione da comunale a provinciale) e **10.000** (da cui l’area va divisa in settori). Sopra questo impianto ogni Comune mette la sua modulistica, i suoi orari e il suo canone: quella parte non si può leggere su una guida, si chiede al SUAP — e in fondo c’è l’elenco esatto delle domande da fargli.
01L’ordine giusto, e perché conta
Le pratiche non sono indipendenti: alcune ne presuppongono altre. Il permesso di occupazione del suolo definisce l’area, e l’area è ciò su cui si calcola la capienza; la capienza determina se serve la commissione di vigilanza; la commissione detta la data entro cui tutto il resto deve essere pronto. Chiederle in ordine sbagliato significa rifarle.
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Telefonata al SUAP
Prima di ogni cosa. Lo Sportello unico per le attività produttive è l’ufficio che riceve quasi tutte le pratiche e le smista: chiedi quali procedimenti servono per un evento di quel tipo, con quella capienza, in quell’area, e quali termini minimi applica il Comune.
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Occupazione del suolo pubblico
Se l’area è pubblica. Serve la planimetria con l’ingombro reale: gazebo, palco, tavoli, generatore, bagni chimici. Il canone (oggi «canone unico patrimoniale» in quasi tutti i Comuni) è deliberato dal Comune: la tariffa per metro quadro e per giorno si chiede, non si stima.
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Calcolo della capienza
È un conto, non un numero scelto: si fa sulla superficie utile e sulla larghezza delle vie di allontanamento. Da lì si sa se si resta sotto le due soglie dei 200 — la più importante decisione di tutto il progetto.
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SCIA o licenza di pubblico spettacolo
La segnalazione al SUAP con programma, orari, capienza e relazione tecnica. Fino a 200 partecipanti e con chiusura entro le 24 è SCIA; fuori da quella casella è licenza, e sopra i 200 di capienza entra la commissione di vigilanza.
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Somministrazione temporanea
Pratica distinta per cibo e bevande: SCIA al SUAP, senza asseverazioni e senza requisiti professionali, più la notifica sanitaria dove la Regione la prevede e un piano di autocontrollo proporzionato.
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Avviso alla centrale del 118
Il calcolo del livello di rischio lo fa l’organizzatore con una tabella nazionale, e da quel punteggio dipende se bastano 15 giorni di preavviso o se servono 30 o 45 con un piano di soccorso sanitario.
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Permesso SIAE e deroga acustica
Il primo prima dell’evento con il programma musicale; la seconda se si supera l’orario o i limiti di rumore della zona. Entrambe si chiedono, non si sanano.
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Assicurazione e documenti degli allestitori
Polizza di responsabilità civile con i massimali che il Comune pretende, dichiarazioni di corretto montaggio delle strutture e dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico, che esiste solo dopo il montaggio.
02Le quattro soglie che decidono la tua pratica
Questa è la parte che non cambia da Comune a Comune, ed è la parte che conviene conoscere prima di disegnare l’evento: spostare un numero sotto una soglia — una recinzione in meno, cento posti in meno, la chiusura a mezzanotte invece che all’una — cambia la procedura, non solo la carta.
| Soglia | Cosa scatta | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Fino a 200 partecipanti e fine entro le 24 del giorno di inizio | La licenza di pubblico spettacolo è sostituita da una SCIA presentata al SUAP | Art. 68, comma 2, TULPS (R.D. 773/1931), come modificato nel 2013 |
| Capienza fino a 200 persone | Le verifiche e gli accertamenti della commissione di vigilanza sono sostituiti da una relazione tecnica di un professionista iscritto all’albo | Art. 141, comma 2, del regolamento TULPS (R.D. 635/1940) |
| Capienza oltre 200 persone | Parere della commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, di norma con sopralluogo prima dell’apertura | Artt. 80 TULPS e 141, 141-bis reg. TULPS |
| Oltre 5.000 spettatori | La verifica passa alla commissione provinciale, nominata dal Prefetto, e resta obbligatoria | Art. 142 reg. TULPS (oltre 1.300 per teatri e cinema) |
| Oltre 10.000 persone | L’area va divisa in almeno due settori (tre sopra 20.000), con spazi liberi di almeno 5 metri e attraversamenti presidiati ogni 10 metri | Linee guida allegate alla direttiva del Ministero dell’Interno 18 luglio 2018 |
| Oltre 20.000 persone | Va richiesto il servizio di vigilanza antincendio dei Vigili del fuoco | Stesse linee guida, punto 6 |
Dichiarare una capienza bassa per restare sotto una soglia è la scorciatoia più costosa che esista: se durante l’evento le presenze la superano, la responsabilità è di chi ha dichiarato e in caso di incidente la copertura assicurativa può essere contestata. Per come si calcola quel numero — e per come si conta davvero la gente dentro — c’è una guida dedicata: la capienza di un evento.
03Quando la piazza non è un «locale di pubblico spettacolo»
Qui si perdono settimane per un malinteso. La regola tecnica antincendio dei locali di intrattenimento esclude espressamente i luoghi all’aperto come piazze e aree urbane prive di strutture specificamente destinate allo stazionamento del pubblico, anche con uso di palchi o pedane per gli artisti e di attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione, purché installate in aree non accessibili al pubblico. Tradotto: una piazza con un palco e la gente in piedi non è un locale di pubblico spettacolo per quella regola tecnica.
- Il limite degli 80 centimetri di altezza del palco non esiste più: era nel testo originario del 1996 ed è stato eliminato nel 2012. Chi lo cita ancora sta leggendo una copia vecchia.
- L’esclusione non è un via libera: resta il Titolo IX della regola tecnica, che per questi luoghi chiede di produrre all’autorità competente l’idoneità statica delle strutture allestite, la dichiarazione di esecuzione a regola d’arte degli impianti elettrici a firma di tecnici abilitati e l’approntamento e l’idoneità dei mezzi antincendio.
- Se si allestiscono strutture per lo stazionamento del pubblico — tribune, gradinate, un’area recintata con posti a sedere — si rientra nel campo di applicazione, e la disciplina è quella piena.
- Le tribune seguono le norme sugli impianti sportivi, non quelle dei locali: è una delle voci che il noleggiatore deve documentare.
- Dal 2023 esiste una seconda strada: la regola tecnica verticale del codice di prevenzione incendi per le attività di intrattenimento e spettacolo (decreto 22 novembre 2022), applicabile in alternativa alla regola tecnica del 1996 e anche alle attività temporanee. La scelta la fa il progettista, non l’organizzatore.
04Cibo e bevande: la pratica che si dimentica
Lo spettacolo e la somministrazione sono due cose diverse anche quando avvengono sotto lo stesso tendone, e la seconda ha una norma di semplificazione che vale la pena conoscere parola per parola: l’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari si avvia previa SCIA priva di dichiarazioni asseverate e non è soggetta al possesso dei requisiti professionali richiesti agli esercizi pubblici (art. 41 del decreto legge 5/2012).
- Nessun requisito professionale non vuol dire nessuna regola igienica: le regole sull’igiene degli alimenti valgono per intero, nella forma proporzionata a un banco che lavora tre sere.
- Notifica sanitaria all’ASL: dove prevista, e come è prevista, lo dice la Regione. In molti casi viaggia dentro la stessa pratica SUAP; in altri va presentata a parte. Va chiesto, perché è la voce su cui le Regioni divergono più di tutte.
- Formazione di chi manipola alimenti: gli obblighi (attestato, aggiornamento, formazione a cura del responsabile) sono disciplinati a livello regionale. Anche questa è una domanda da fare alla propria ASL, non una risposta nazionale.
- Allergeni: per i prodotti non preimballati serve un cartello applicato ai recipienti «oppure altro sistema equivalente, anche digitale, facilmente accessibile e riconoscibile» (art. 19 del d.lgs. 231/2017). Un QR sul listino che porta alla pagina degli allergeni è un sistema equivalente; un foglio nel cassetto no.
- Alcolici e minori: chi vende bevande alcoliche ha l’obbligo di chiedere un documento d’identità, salvo quando la maggiore età è manifesta; la somministrazione ai minori di 18 anni costa da 250 a 1.000 euro, e da 500 a 2.000 con sospensione dell’attività se il fatto è ripetuto (art. 14-ter della legge 125/2001).
- L’ora di stop agli alcolici: chi somministra alcolici in spazi o aree pubblici deve interrompere vendita e somministrazione alle 3 e non può riprenderle nelle tre ore successive (art. 6 del decreto legge 117/2007). La sanzione va da 5.000 a 20.000 euro: è la più alta di tutta la serata.
Prima di aprire un banco gastronomia
- La SCIA di somministrazione temporanea è stata presentata al SUAP insieme al resto
- C’è un responsabile indicato per nome, e sa di esserlo
- La notifica sanitaria è stata verificata con l’ASL della propria Regione
- Gli allergeni sono scritti accanto a ogni voce di listino, o raggiungibili da un QR esposto
- Lavamani con acqua corrente, sapone e asciugatura monouso, separato dal lavello degli alimenti
- Frigoriferi dimensionati sui volumi veri, con termometro leggibile e temperature registrate
- Documenti di acquisto conservati: sono la tracciabilità in caso di controllo
- Una regola scritta su come si verifica l’età di chi chiede un alcolico, e chi la applica
05Il 118, il rumore e la SIAE: tre scadenze fuori dal Comune
Tre adempimenti non passano dall’ufficio comunale e sono quelli che arrivano tardi più spesso, perché nessuno li ricorda alla prima edizione.
| Cosa | A chi | Quando | Cosa serve sapere |
|---|---|---|---|
| Comunicazione dell’evento al servizio 118 | Centrale operativa 118 competente | 15 giorni prima (rischio molto basso o basso), 30 (moderato o elevato), 45 (molto elevato) | Il livello di rischio lo calcola l’organizzatore con la tabella dell’accordo Stato-Regioni del 5 agosto 2014 |
| Piano di soccorso sanitario | Stessa centrale, e alla commissione di vigilanza se c’è | Con la comunicazione, dai 30 giorni in su | Dal rischio molto elevato serve anche la validazione del 118 |
| Autorizzazione in deroga acustica | Comune | Secondo il regolamento comunale sulle attività rumorose temporanee | La valutazione la firma un tecnico competente in acustica; il Comune può fissare orari e livelli |
| Permesso SIAE | Sede SIAE competente o portale | Prima dell’inizio della manifestazione, con il programma | Il programma musicale (borderò) si consegna dopo: chiedi alla sede il termine esatto e il modello |
Il punteggio di rischio è un conto di dieci minuti che vale un mese di calendario: una sagra annuale di paese, all’aperto, con alcol, palco, tre giorni e duemila presenze sta di norma nella fascia bassa (avviso 15 giorni prima); basta però un concerto pop o rock al posto dell’intrattenimento generico per salire di fascia e dover produrre un piano di soccorso. Come si compila, con l’esempio numerico completo, sta in assistenza sanitaria e ambulanza a un evento.
06Il calendario a ritroso
Si parte dalla data dell’evento e si contano i giorni all’indietro. I termini in grassetto sono di legge o di accordo nazionale; gli altri sono prudenziali e vanno tarati sui termini del tuo Comune.
| Quando | Cosa |
|---|---|
| 90 giorni prima | Verifica del regolamento comunale, disponibilità dell’area, prima interlocuzione con il SUAP: è il momento in cui si scopre se l’evento è possibile in quella forma |
| 60 giorni prima | Incarico al tecnico per planimetria, calcolo della capienza e relazione; domanda di occupazione del suolo pubblico |
| 45 giorni prima | SCIA o licenza di pubblico spettacolo; SCIA di somministrazione temporanea; 45 giorni: comunicazione al 118 se il rischio è molto elevato |
| 30 giorni prima | Comunicazione al 118 con piano di soccorso se il rischio è moderato o elevato; deroga acustica; polizza RC; comunicazione al Prefetto e al Sindaco per lotterie e tombole |
| 21 giorni prima | Permesso SIAE con il programma; contratti degli artisti e adempimenti previdenziali; accordo con l’associazione per l’assistenza sanitaria |
| 15 giorni prima | Comunicazione al 118 se il rischio è basso o molto basso; eventuali integrazioni chieste dagli uffici (arrivano quasi sempre) |
| 14 giorni prima | Ordini ai fornitori con la resa dell’invenduto concordata; noleggi (gazebo, bagni chimici, generatore) con i certificati richiesti al momento dell’ordine |
| 7-15 giorni prima | Sopralluogo della commissione di vigilanza, dove prevista |
| 10 giorni prima | Turni dei volontari; stampa di braccialetti, biglietti e cartelli |
| 2 giorni prima | Prova pratica del sistema di cassa con chi ci lavorerà; verifica dei percorsi di allontanamento a montato finito |
| 1 giorno prima | Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico (esiste solo adesso); fondi cassa contati e consegnati con firma di chi li riceve |
| Dopo l’evento | Programma musicale alla SIAE nei termini indicati sul permesso; rimborso del credito residuo; verbale della lotteria; consuntivo |
07Le domande da fare al SUAP, in una telefonata sola
La parte locale non si indovina: si chiede. Il problema è che il nome della pratica cambia da portale a portale — «SCIA per manifestazione temporanea di pubblico spettacolo fino a 200 partecipanti», «agibilità di locali e luoghi di pubblico spettacolo con capienza inferiore o pari a 200 persone», «manifestazione temporanea con somministrazione» — e chiedere «il permesso per la sagra» non porta da nessuna parte. Queste sono le nove domande che fanno la differenza.
Da chiedere, e da scrivere sul foglio dell’evento
- Con questa planimetria e questa capienza, l’evento rientra nell’art. 80 del TULPS o resta fra i luoghi all’aperto?
- Esiste un procedimento unico per le manifestazioni temporanee, e come si chiama esattamente nel vostro portale?
- Qual è il termine minimo di presentazione, e da quando si contano i giorni?
- Serve il passaggio in commissione di vigilanza? Ogni quanto si riunisce e qual è l’ultima data utile per il sopralluogo?
- La relazione tecnica dell’edizione precedente può essere richiamata, o va rifatta?
- Quanto vale il canone di occupazione per i metri quadri e i giorni che serviranno, e ci sono riduzioni per associazioni?
- Che orari fissa il regolamento per la musica in quest’area, e serve la deroga acustica?
- La notifica sanitaria per la somministrazione viaggia con questa pratica o va presentata all’ASL?
- Ci sono ordinanze in vigore su vetro, lattine, orari di vendita per asporto o divieti di consumo in strada?
Con Omega
Cosa fa Omega Eventi al posto tuo
- La checklist delle pratiche nasce già scritta quando crei l’evento, con le scadenze calcolate all’indietro dalla data: SCIA, somministrazione, SIAE, sicurezza, assicurazione, borderò
- Ogni voce ha il suo responsabile, la sua data e il documento allegato, così a un controllo si trova tutto in un posto
- Il programma che scrivi per il pubblico è lo stesso da cui esce la bozza del programma musicale per la SIAE
- La capienza dichiarata diventa un contatore vero: gli ingressi si contano in tempo reale e l’avviso arriva al 90% del limite, non dopo
- Le voci di listino portano l’indicazione degli allergeni e il segno «alcolico»: un pass registrato come minorenne viene rifiutato dal telefono, non dal volontario


