In breve
- La risposta dipende dal soggetto e dal regime, non dal prodotto: lo stesso panino può essere esonerato o no a seconda di chi lo serve.
- Due esoneri sono scritti nero su bianco: le associazioni sportive dilettantistiche in regime 398 e le ODV e APS che applicano il regime forfetario del Codice del Terzo settore.
- Se sei obbligato, il momento che conta è l’incasso: il gettone e la ricarica si certificano quando si vendono, e la consumazione scalata dal credito non è un secondo incasso.
Ogni anno, in ogni paese, la stessa discussione: «ma allora lo scontrino lo dobbiamo fare o no?». La risposta non sta nel tipo di banco né nel fatto che l’evento sia benefico: sta in due domande diverse — **chi è il soggetto che incassa** e **quale regime fiscale applica**. Un chiosco gestito da un’impresa e un banco della pro loco, uno accanto all’altro, possono avere obblighi opposti.
Questa guida mette in fila i casi con la norma accanto, spiega come si trattano gettoni e ricariche e chiude con le domande precise da portare al commercialista. Non sostituisce il suo parere: serve a farglielo dare in dieci minuti invece che in un’ora, e a non scoprire il problema il lunedì.
01La domanda giusta: chi incassa
L’obbligo di certificare i corrispettivi — oggi con memorizzazione e trasmissione telematica — riguarda chi esercita un’attività commerciale rilevante ai fini IVA. Da qui la prima distinzione, che è quella che conta: la somministrazione di cibo e bevande a pagamento, aperta a chiunque, è un’attività commerciale anche quando la fa un’associazione e anche quando l’utile va in beneficenza. Il fatto che sia occasionale può cambiare il trattamento del provento; non lo trasforma in un regalo.
| Chi organizza il banco | Certificazione dei corrispettivi | Riferimento |
|---|---|---|
| Impresa (bar, ristorante, foodtruck, società) | Dovuta, con registratore telematico o documento commerciale | Regole ordinarie IVA e d.lgs. 127/2015 |
| Associazione o società sportiva dilettantistica che applica la legge 398/1991 | Espressamente esonerata | DPR 696/1996, art. 2, comma 1, lett. hh) |
| ODV o APS che applica il regime forfetario del Codice del Terzo settore | Espressamente esonerata | DPR 696/1996, art. 2, comma 1, lett. hh) e art. 86, comma 8, d.lgs. 117/2017 |
| Altro ente non commerciale, in regime ordinario, con attività commerciale | Dovuta per le operazioni rilevanti ai fini IVA | Regole ordinarie; perimetro da verificare caso per caso |
| Somministrazione in forma itinerante fra il pubblico, in occasione di manifestazioni | Non soggetta all’obbligo di certificazione | DPR 696/1996, art. 2, comma 1, lett. cc) |
| Raccolta fondi occasionale in concomitanza di celebrazioni o ricorrenze | Il provento non concorre al reddito dell’ente; l’esclusione dall’obbligo di certificazione va verificata a parte | Art. 79, comma 4, lett. a), d.lgs. 117/2017 (per gli enti non ETS, art. 143, comma 3, TUIR) |
02Gettoni, ricariche e prevendite: quando si certifica
Se rientri fra chi deve certificare, la domanda pratica diventa: sul gettone o sulla birra? La logica è quella dell’incasso: il denaro entra quando la persona compra il gettone o carica il braccialetto, e la consumazione servita dopo scala un credito già pagato. Contare entrambi significherebbe dichiarare il doppio di quello che è entrato.
- Il gettone e la ricarica sono un anticipo su consumazioni future: sono il momento in cui il denaro entra in cassa.
- La consumazione scalata dal credito non è un nuovo incasso: è il consumo di un anticipo già incassato. Serve comunque registrarla, ma nella gestione del magazzino e del margine, non della cassa.
- Il credito non speso è un debito verso chi l’ha caricato finché la politica dell’evento prevede il rimborso: come si tiene fuori dal risultato sta in gettoni o cashless.
- Le prevendite incassate prima dell’evento hanno un momento di rilevanza proprio: chiedi al consulente come trattarle se la manifestazione cade a cavallo di due esercizi.
- Le sponsorizzazioni non sono liberalità: sono prestazioni a fronte di un corrispettivo e vanno documentate con fattura, indipendentemente dal regime applicato al banco.
- I contributi pubblici e le quote associative seguono regole proprie e non si mescolano con gli incassi del bar: tenerli separati in contabilità è la premessa perché il consulente possa ragionare.
03Le sette domande da portare al commercialista
Da chiedere prima dell’evento, non dopo
- Con il nostro statuto e il nostro regime, la somministrazione della sagra è attività commerciale? E in quale misura?
- Siamo dentro un esonero dalla certificazione dei corrispettivi, e in base a quale norma?
- La manifestazione può rientrare nella raccolta fondi occasionale? Se sì, con quali condizioni e quale rendiconto separato?
- Se dobbiamo certificare, cosa serve materialmente sul posto e per quante postazioni?
- Gettoni e ricariche: qual è il momento rilevante, e come documentiamo il rimborso del credito residuo?
- Sponsorizzazioni, contributi comunali e quote: come li teniamo separati dagli incassi del banco?
- Cosa dobbiamo conservare, e per quanto, di quello che produce la serata?
Una precisazione che vale più di tutto il resto: il quadro per pro loco e associazioni è cambiato dal 1° gennaio 2026, e molte pagine in rete (comprese quelle dei portali di settore) descrivono ancora il mondo di prima. Cosa è cambiato, e cosa si può fare al posto della vecchia scelta, sta in pro loco e fisco dal 2026.
Con Omega
I numeri già divisi come li chiede il consulente
- Ricariche, emissioni di pass, incassi al banco e rimborsi restano righe distinte in un registro che non si modifica: ogni euro ha un’ora, una postazione e un operatore
- Incassi separati per punto vendita e per metodo di pagamento — contanti, carta, credito, gettoni — con la chiusura di cassa di ogni postazione
- Il credito ancora sui braccialetti compare come debito nel conto dell’evento, non come utile
- Sponsor e fornitori con importi, stato di fatturazione e pagamento accanto alle voci di budget
- Nessun documento fiscale viene emesso dal gestionale: la certificazione dei corrispettivi, dove è dovuta, resta del registratore telematico. Qui c’è la quadratura del cassetto, che serve comunque

