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Omega Eventi

Norme e obblighi

Safety e security: il piano che serve davvero

Safety è tenere in piedi le strutture e far uscire la gente. Security è impedire che qualcuno faccia del male. Sono due piani, non uno.

6 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Safety e security sono due ambiti distinti con due responsabili e due documenti.
  • Per le manifestazioni con peculiari criticità le linee guida ministeriali del 2018 indicano un operatore di sicurezza ogni 250 persone presenti, e un coordinatore ogni venti operatori.
  • Il piano vale solo se chi lavora quella sera sa cosa deve fare: va spiegato, non consegnato.

Dopo i fatti di piazza San Carlo a Torino nel 2017 la gestione delle manifestazioni pubbliche in Italia è cambiata: le direttive e le circolari successive hanno separato in modo netto i profili di **safety** — sicurezza strutturale, esodo, soccorso sanitario, antincendio — da quelli di **security** — ordine pubblico, controlli, filtraggio degli accessi — e hanno reso esplicito che entrambi devono essere pianificati e documentati.

Per chi organizza significa una cosa concreta: non basta un tecnico che firmi la struttura. Serve un piano che descriva come si evacua quell’area, quanti addetti ci sono, dove stanno, con cosa comunicano, e cosa succede nei primi tre minuti di un problema.

01Cosa sta in quale piano

SafetySecurity
Capienza e vie di esodoFiltraggio e controllo degli accessi
Strutture, palchi, tribunePresidi delle forze dell’ordine
Antincendio e mezzi di estinzioneGestione delle aree di attesa
Soccorso sanitario e punti di primo interventoPrevenzione di intrusioni e atti dolosi
Piano di evacuazione e punti di raccoltaVigilanza sui varchi
Comunicazione di emergenza al pubblicoCoordinamento con le autorità

La security in senso proprio è materia di ordine pubblico e coinvolge le autorità; l’organizzatore contribuisce con l’assetto dei varchi, con il personale addetto e con le informazioni. La safety è invece interamente responsabilità di chi organizza, ed è la parte su cui si viene valutati.

02L’esodo, che è il cuore di tutto

Cosa deve essere vero, non solo scritto

  • Le uscite sono in numero e larghezza adeguati alla capienza dichiarata.
  • I percorsi sono liberi: non ci sono banchi, cavi, transenne o furgoni che li restringono la sera dell’evento.
  • Le uscite sono segnalate e illuminate anche se manca la corrente.
  • Esiste un punto di raccolta identificato e raggiungibile.
  • Il pubblico può essere informato: impianto voce che copre tutta l’area, con priorità sull’audio dello spettacolo.
  • Esiste una procedura di interruzione dello spettacolo, e l’artista ne è stato informato.
  • I mezzi di soccorso hanno un percorso dedicato che resta libero per tutta la durata.

03Le persone: quante, formate in cosa, dove

Il dimensionamento del personale dipende da capienza, tipo di evento, presenza di alcol, età prevalente del pubblico e conformazione dell’area. Per le manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità, però, le linee guida allegate alla direttiva del Ministero dell’Interno del 18 luglio 2018 danno un parametro: il numero complessivo degli operatori di sicurezza addetti all’assistenza all’esodo, all’instradamento e al monitoraggio non deve essere inferiore a una unità ogni 250 persone presenti, con almeno un coordinatore di funzione ogni venti operatori. A questi si aggiungono gli addetti alla lotta antincendio, individuati sulla base della valutazione del rischio di incendio.

  • Addetti antincendio formati secondo la normativa vigente, in numero adeguato e distribuiti sull’area, non tutti in un punto.
  • Addetti al primo soccorso e presidio sanitario dimensionato secondo le indicazioni dell’azienda sanitaria.
  • Steward o addetti alla gestione del pubblico, con compiti scritti: chi presidia quale varco, chi accompagna all’esodo, chi tiene libero il corridoio dei mezzi di soccorso.
  • Un coordinatore identificabile, con un mezzo di comunicazione che funziona anche quando la musica è alta.
  • Un elenco nominativo dei presenti per turno, che serve in emergenza e serve dopo.

04Le verifiche prima di aprire

  1. 1

    Cammina i percorsi di esodo

    A montato finito, di persona, come se dovessi uscire di corsa. È la verifica che trova più problemi di qualsiasi documento.

  2. 2

    Prova l’impianto di comunicazione

    Con la musica al livello dello spettacolo, non a impianto spento.

  3. 3

    Verifica i mezzi antincendio

    Presenti, accessibili, con le verifiche in corso di validità.

  4. 4

    Controlla l’illuminazione di emergenza

    Spegnendo la corrente, non guardando i led accesi.

  5. 5

    Riunisci il personale

    Ruoli, posizioni, procedure, contatti. Con l’elenco firmato.

  6. 6

    Verifica il varco dei mezzi di soccorso

    Libero, e con qualcuno incaricato di mantenerlo libero.

Con Omega

Chi c’è, dove e quanti sono, in tempo reale

  • Ingressi contati in tempo reale, con la capienza sempre sott’occhio.
  • Staff con turni e postazioni assegnate, e l’elenco di chi è presente adesso.
  • Documenti dell’evento — piano, autorizzazioni, verifiche — allegati all’evento.
  • Storico degli eventi: il piano dell’anno scorso è il punto di partenza di quest’anno.

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Dubbi

Domande frequenti

Quanti steward servono per un evento?
Per le manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità il riferimento è un operatore di sicurezza ogni 250 persone presenti, con un coordinatore ogni venti operatori, più gli addetti antincendio dimensionati sulla valutazione del rischio (linee guida del 18 luglio 2018). Fuori da quei casi il numero va comunque motivato nella relazione tecnica e valutato dagli organi competenti: dipende da capienza, conformazione dell’area, tipo di pubblico e presenza di alcolici.
Il piano di emergenza lo può scrivere l’organizzatore?
La parte organizzativa sì, ma i contenuti tecnici — capienza, esodo, valutazioni sulle strutture — richiedono un professionista abilitato, ed è quella la parte che viene verificata. Un piano scritto senza il supporto tecnico regge fino al primo sopralluogo.
Serve anche per un evento piccolo?
La proporzione cambia, l’esigenza no. Anche una festa da duecento persone deve sapere da dove esce la gente, chi chiama i soccorsi e chi tiene libero l’accesso per l’ambulanza. Il documento sarà di due pagine invece di trenta.
Cosa succede se piove o c’è vento forte?
Le condizioni meteo avverse sono uno degli scenari che il piano deve prevedere, con soglie decise prima — velocità del vento oltre la quale si sospende, chi decide, come si comunica al pubblico. Deciderlo durante l’evento, con il palco montato e la gente sotto, è la situazione peggiore possibile.

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