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Norme e obblighi

Pro loco e associazioni: cosa cambia dal 2026 per chi organizza feste

Per trent’anni la risposta era «la 398». Dal periodo d’imposta 2026 quella porta è chiusa per le pro loco e per le associazioni non sportive: quello che resta va scelto, non subito.

8 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • L’articolo che estendeva la legge 398/1991 alle associazioni senza fini di lucro e alle pro loco è abrogato dal Codice del Terzo settore, con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025.
  • La 398 resta per le associazioni e società sportive dilettantistiche, con il limite di 400.000 euro di proventi commerciali; agli enti del Terzo settore non si applica per scelta di sistema.
  • L’alternativa costruita dalla riforma è il regime forfetario per ODV e APS iscritte al RUNTS, fino a 85.000 euro di ricavi, con esonero da scritture contabili e dalla certificazione dei corrispettivi.

Se organizzi una sagra con una pro loco o con un’associazione di paese, il tuo commercialista negli ultimi trent’anni ha quasi certamente usato una sigla: **la 398**. Il meccanismo era semplice — IVA e imposte determinate in modo forfettario, contabilità ridotta, nessuno scontrino da battere — e arrivava da una disposizione del 1991 che estendeva alle associazioni senza fini di lucro e alle pro loco le regole pensate per lo sport dilettantistico.

Quella disposizione è stata abrogata dal Codice del Terzo settore, e l’abrogazione ha preso effetto con l’entrata in funzione della fiscalità del Codice, cioè dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Tradotto: **dal 2026 la vecchia risposta non c’è più**, e la scelta va rifatta. Questa guida spiega cosa è cambiato, quali strade restano e quali domande portare al consulente, senza fare al posto suo il conto della tua associazione.

01Cosa è cambiato, con i riferimenti

Fino al 2025Dal periodo d’imposta 2026Dove sta scritto
Le associazioni senza fini di lucro e le pro loco potevano applicare la 398 «in quanto compatibile»Quella estensione è abrogataArt. 9-bis del d.l. 417/1991, abrogato dall’art. 102, comma 2, lett. e), del d.lgs. 117/2017
La 398 era la scelta naturale anche per chi non faceva sportLa 398 si rivolge alle associazioni e società sportive dilettantistiche, con proventi commerciali fino a 400.000 euroArt. 1 della legge 398/1991, come oggi vigente
Molti enti valutavano 398 o RUNTSAgli enti del Terzo settore la 398 non si applicaArt. 89, comma 1, lett. c), del d.lgs. 117/2017
Il forfetario per APS e ODV era una possibilità fra tanteÈ la strada principale per chi è iscritto al RUNTS: ricavi fino a 85.000 euroArt. 86 del d.lgs. 117/2017
Si temeva il passaggio dall’esclusione all’esenzione IVAIl passaggio è rinviato al 1° gennaio 2036D.lgs. 186/2025
Le decorrenze della fiscalità del Codice del Terzo settore sono quelle dell’art. 104, comma 2: periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025.

02Le strade che restano

  • Iscriversi al RUNTS come APS o ODV e applicare il forfetario dell’art. 86. Reddito determinato applicando ai ricavi un coefficiente del 3% per le APS e dell’1% per le ODV, esonero dalle scritture contabili, esonero espresso dalla certificazione dei corrispettivi. Il tetto è 85.000 euro di ricavi commerciali nell’anno precedente.
  • Restare fuori dal RUNTS con il regime ordinario degli enti non commerciali. Possibile, ma significa contabilità e adempimenti pieni sulla parte commerciale: va messo sul tavolo il costo del consulente, non solo l’imposta.
  • Verificare se l’attività può rientrare nella raccolta fondi occasionale. I fondi delle raccolte pubbliche occasionali, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, non concorrono al reddito degli enti del Terzo settore non commerciali (art. 79, comma 4). L’occasionalità è il punto critico, e va documentata con un rendiconto separato della singola raccolta.
  • Se l’ente è anche sportivo dilettantistico, la 398 resta a disposizione con il suo tetto di 400.000 euro: molte polisportive di paese che organizzano la festa annuale rientrano qui, e la scelta fra 398 e forfetario è un conto da fare sui numeri veri.

Nessuna di queste strade è «la migliore»: dipendono da quanto incassa la festa, da quante attività diverse fa l’associazione durante l’anno, dal numero di volontari e dalla disponibilità a tenere una contabilità. Quello che è cambiato è che la scelta esiste e va fatta: chi non la fa si trova, di fatto, nel regime più oneroso.

03Il conto che conviene fare, e non è solo l’imposta

Quando un’associazione confronta due regimi guarda l’imposta. Nella pratica, per una festa di paese, le voci che pesano sono altre tre: quanto costa tenere i conti, quanto tempo porta via a chi non è un contabile, e quanto denaro resta non spiegato a fine serata. La terza è quasi sempre la più grande.

VoceCosa la fa crescereCome si riduce
ConsulenzaNumero di registri, adempimenti periodici, attività diverse in un solo bilancioPortare al consulente incassi già divisi per attività e per punto vendita
Tempo dei volontariRicostruzioni a mano il lunedì, scontrini e fogli sparsiRegistrare mentre si vende, non dopo
Differenze di cassaFondi cassa non verbalizzati, banchi senza chiusura propriaChiusura per postazione, con fondo iniziale e differenza scritti
SanzioniAdempimenti scoperti in ritardoUno scadenzario dell’evento, con le pratiche e le date

Le sei domande per la riunione con il consulente

  • Nel periodo d’imposta in corso, quale regime applichiamo e su quale norma si fonda?
  • Conviene l’iscrizione al RUNTS come APS, e cosa comporta in termini di statuto e adempimenti?
  • Stiamo sotto la soglia di 85.000 euro di ricavi commerciali, considerando tutto l’anno?
  • La festa può essere trattata come raccolta fondi occasionale? Se sì, che rendiconto serve?
  • Cosa cambia per noi con il rinvio del passaggio all’esenzione IVA?
  • Quali registri e quali documenti dobbiamo produrre durante la festa, e chi li tiene?

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Quello che serve al consulente, già diviso

  • Incassi divisi per punto vendita, per prodotto e per metodo di pagamento, serata per serata
  • Ricariche e consumi come righe distinte: l’incasso non si confonde con il valore di quello che è stato servito
  • Sponsor e contributi con importo, stato di fatturazione e data di incasso, fuori dai conti del banco
  • Preventivo e consuntivo dell’evento nella stessa schermata, con le entrate che si riempiono dai fatti
  • Documenti dell’evento — statuto, delibere, ricevute, polizze — allegati all’evento e ritrovabili l’anno dopo

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Dubbi

Domande frequenti

La nostra pro loco può ancora usare la legge 398 nel 2026?
La disposizione che la estendeva alle associazioni senza fini di lucro e alle pro loco — l’art. 9-bis del d.l. 417/1991 — è abrogata dall’art. 102, comma 2, lett. e) del Codice del Terzo settore, con effetto dalle decorrenze fiscali del Codice, cioè dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Se l’ente è anche associazione sportiva dilettantistica il discorso cambia. È il primo punto da chiarire con il consulente, con la norma alla mano.
Conviene iscriversi al RUNTS solo per la sagra?
L’iscrizione non è una scelta fiscale isolata: comporta requisiti statutari, obblighi di trasparenza e di rendiconto, e riguarda tutta la vita dell’associazione. Per molte realtà che organizzano una manifestazione grande e vivono di quella, il regime forfetario per APS rende l’operazione conveniente; per un comitato che fa una festa e si scioglie, quasi mai. Va valutata sull’associazione, non sull’evento.
Il rinvio dell’IVA al 2036 ci riguarda?
Riguarda il passaggio dal regime di esclusione a quello di esenzione IVA per le operazioni degli enti associativi verso i propri associati: se fosse entrato in vigore, molti enti oggi senza partita IVA avrebbero dovuto aprirla e gestire adempimenti nuovi. Il rinvio al 1° gennaio 2036 disposto nel dicembre 2025 sposta il problema molto in là, ma non cambia niente sulla parte che riguarda il pubblico: la somministrazione alla sagra resta quello che era.
Cosa rischiamo se non facciamo niente?
Di trovarsi nel regime ordinario senza averne gli strumenti: obblighi di registrazione e certificazione dei corrispettivi applicati a un banco gestito da volontari, con sanzioni che colpiscono l’ente e, nei casi peggiori, il legale rappresentante. Il costo di una riunione con il consulente prima della festa è una frazione di quello di una verifica dopo.

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