In breve
- L’articolo che estendeva la legge 398/1991 alle associazioni senza fini di lucro e alle pro loco è abrogato dal Codice del Terzo settore, con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025.
- La 398 resta per le associazioni e società sportive dilettantistiche, con il limite di 400.000 euro di proventi commerciali; agli enti del Terzo settore non si applica per scelta di sistema.
- L’alternativa costruita dalla riforma è il regime forfetario per ODV e APS iscritte al RUNTS, fino a 85.000 euro di ricavi, con esonero da scritture contabili e dalla certificazione dei corrispettivi.
Se organizzi una sagra con una pro loco o con un’associazione di paese, il tuo commercialista negli ultimi trent’anni ha quasi certamente usato una sigla: **la 398**. Il meccanismo era semplice — IVA e imposte determinate in modo forfettario, contabilità ridotta, nessuno scontrino da battere — e arrivava da una disposizione del 1991 che estendeva alle associazioni senza fini di lucro e alle pro loco le regole pensate per lo sport dilettantistico.
Quella disposizione è stata abrogata dal Codice del Terzo settore, e l’abrogazione ha preso effetto con l’entrata in funzione della fiscalità del Codice, cioè dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Tradotto: **dal 2026 la vecchia risposta non c’è più**, e la scelta va rifatta. Questa guida spiega cosa è cambiato, quali strade restano e quali domande portare al consulente, senza fare al posto suo il conto della tua associazione.
01Cosa è cambiato, con i riferimenti
| Fino al 2025 | Dal periodo d’imposta 2026 | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Le associazioni senza fini di lucro e le pro loco potevano applicare la 398 «in quanto compatibile» | Quella estensione è abrogata | Art. 9-bis del d.l. 417/1991, abrogato dall’art. 102, comma 2, lett. e), del d.lgs. 117/2017 |
| La 398 era la scelta naturale anche per chi non faceva sport | La 398 si rivolge alle associazioni e società sportive dilettantistiche, con proventi commerciali fino a 400.000 euro | Art. 1 della legge 398/1991, come oggi vigente |
| Molti enti valutavano 398 o RUNTS | Agli enti del Terzo settore la 398 non si applica | Art. 89, comma 1, lett. c), del d.lgs. 117/2017 |
| Il forfetario per APS e ODV era una possibilità fra tante | È la strada principale per chi è iscritto al RUNTS: ricavi fino a 85.000 euro | Art. 86 del d.lgs. 117/2017 |
| Si temeva il passaggio dall’esclusione all’esenzione IVA | Il passaggio è rinviato al 1° gennaio 2036 | D.lgs. 186/2025 |
02Le strade che restano
- Iscriversi al RUNTS come APS o ODV e applicare il forfetario dell’art. 86. Reddito determinato applicando ai ricavi un coefficiente del 3% per le APS e dell’1% per le ODV, esonero dalle scritture contabili, esonero espresso dalla certificazione dei corrispettivi. Il tetto è 85.000 euro di ricavi commerciali nell’anno precedente.
- Restare fuori dal RUNTS con il regime ordinario degli enti non commerciali. Possibile, ma significa contabilità e adempimenti pieni sulla parte commerciale: va messo sul tavolo il costo del consulente, non solo l’imposta.
- Verificare se l’attività può rientrare nella raccolta fondi occasionale. I fondi delle raccolte pubbliche occasionali, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, non concorrono al reddito degli enti del Terzo settore non commerciali (art. 79, comma 4). L’occasionalità è il punto critico, e va documentata con un rendiconto separato della singola raccolta.
- Se l’ente è anche sportivo dilettantistico, la 398 resta a disposizione con il suo tetto di 400.000 euro: molte polisportive di paese che organizzano la festa annuale rientrano qui, e la scelta fra 398 e forfetario è un conto da fare sui numeri veri.
Nessuna di queste strade è «la migliore»: dipendono da quanto incassa la festa, da quante attività diverse fa l’associazione durante l’anno, dal numero di volontari e dalla disponibilità a tenere una contabilità. Quello che è cambiato è che la scelta esiste e va fatta: chi non la fa si trova, di fatto, nel regime più oneroso.
03Il conto che conviene fare, e non è solo l’imposta
Quando un’associazione confronta due regimi guarda l’imposta. Nella pratica, per una festa di paese, le voci che pesano sono altre tre: quanto costa tenere i conti, quanto tempo porta via a chi non è un contabile, e quanto denaro resta non spiegato a fine serata. La terza è quasi sempre la più grande.
| Voce | Cosa la fa crescere | Come si riduce |
|---|---|---|
| Consulenza | Numero di registri, adempimenti periodici, attività diverse in un solo bilancio | Portare al consulente incassi già divisi per attività e per punto vendita |
| Tempo dei volontari | Ricostruzioni a mano il lunedì, scontrini e fogli sparsi | Registrare mentre si vende, non dopo |
| Differenze di cassa | Fondi cassa non verbalizzati, banchi senza chiusura propria | Chiusura per postazione, con fondo iniziale e differenza scritti |
| Sanzioni | Adempimenti scoperti in ritardo | Uno scadenzario dell’evento, con le pratiche e le date |
Le sei domande per la riunione con il consulente
- Nel periodo d’imposta in corso, quale regime applichiamo e su quale norma si fonda?
- Conviene l’iscrizione al RUNTS come APS, e cosa comporta in termini di statuto e adempimenti?
- Stiamo sotto la soglia di 85.000 euro di ricavi commerciali, considerando tutto l’anno?
- La festa può essere trattata come raccolta fondi occasionale? Se sì, che rendiconto serve?
- Cosa cambia per noi con il rinvio del passaggio all’esenzione IVA?
- Quali registri e quali documenti dobbiamo produrre durante la festa, e chi li tiene?
Con Omega
Quello che serve al consulente, già diviso
- Incassi divisi per punto vendita, per prodotto e per metodo di pagamento, serata per serata
- Ricariche e consumi come righe distinte: l’incasso non si confonde con il valore di quello che è stato servito
- Sponsor e contributi con importo, stato di fatturazione e data di incasso, fuori dai conti del banco
- Preventivo e consuntivo dell’evento nella stessa schermata, con le entrate che si riempiono dai fatti
- Documenti dell’evento — statuto, delibere, ricevute, polizze — allegati all’evento e ritrovabili l’anno dopo

