Salta al contenuto
Omega Eventi

Conti e margini

I prezzi al banco: come si fanno e come si cambiano

Un prezzo con i centesimi costa tre secondi a ogni transazione. Su tremila scontrini sono due ore e mezza di coda in più.

6 minuti di lettura Aggiornata al 2 settembre 2026

In breve

  • Il food cost si calcola sulla porzione reale, non sulla ricetta teorica.
  • I prezzi tondi non sono estetica: riducono il tempo per transazione e le differenze di cassa.
  • Il margine si regge sul mix, non sul singolo prodotto: la birra paga il piatto.

Il listino di una manifestazione ha due lavori da fare insieme, e sono in tensione fra loro. Deve produrre il margine che serve a coprire i costi fissi dell’evento, e deve permettere di servire una persona ogni quattro secondi in un banco affollato. Un listino che ottimizza solo il primo obiettivo produce code; uno che ottimizza solo il secondo produce un evento che non pareggia.

La buona notizia è che i due obiettivi si conciliano quasi sempre, perché la leva che li risolve è la stessa: pochi prodotti, prezzi tondi, e un mix costruito in modo che i prodotti veloci paghino quelli lenti.

01Il costo della porzione

Food cost % = Costo della porzione reale ÷ Prezzo di vendita × 100

Una porzione che costa 2,20 € venduta a 8 € ha un food cost del 27,5%, cioè un margine del 72,5% prima dei costi di struttura.

La porzione reale comprende tutto ciò che esce dal magazzino per servire quel piatto: materia prima, condimenti, pane, tovagliolo, piatto e posate monouso, e la quota di scarto. Il monouso da solo, su un piatto da otto euro, può valere quaranta centesimi — cioè quasi un quinto del food cost.

CategoriaFood cost tipicoRuolo nel mix
Birra alla spinaBassoIl motore del margine
Bibite in bottigliaMedioVolume, margine discreto
Primi piattiMedio-altoAttrattore: portano la gente a cena
Carne alla grigliaAltoVetrina, margine basso
Dolci e caffèBassoMargine alto su piccoli importi
AcquaMolto bassoServe, e spesso è prescritta a prezzo calmierato

02Perché i prezzi tondi contano più di quanto sembri

In un banco di sagra il collo di bottiglia non è la cucina: è la cassa. Un prezzo di 3,50 € obbliga a dare resto in monete su quasi ogni transazione; un prezzo di 4 € no. Sono tre-quattro secondi a persona, che su tremila transazioni fanno due ore e mezza di coda accumulata.

Le regole di un listino veloce

  • Prezzi interi, o al massimo con il mezzo euro sui prodotti a basso prezzo.
  • Combinazioni pensate per sommare a cifre tonde: piatto più birra uguale dieci.
  • Meno di venti voci per banco: ogni voce in più rallenta la scelta del cliente e la ricerca dell’operatore.
  • Listino grande, leggibile da lontano, in modo che la scelta avvenga in coda e non alla cassa.
  • Stessi prezzi in tutti i banchi: le differenze generano discussioni proprio nel momento peggiore.
  • Pagamento elettronico su ogni postazione: è mediamente più veloce del contante con resto.

03Aumentare i prezzi in una manifestazione di paese

È la decisione più temuta e la più necessaria: i costi della materia prima si muovono ogni anno, quelli di sicurezza e autorizzazioni pure, e un listino fermo da cinque edizioni sta erodendo il margine di tutta la manifestazione. Il modo in cui si aumenta conta più di quanto si aumenta.

  1. 1

    Non aumentare tutto

    Si aggiornano le voci con il food cost peggiorato, non l’intero listino. Un aumento generalizzato si nota; tre voci ritoccate no.

  2. 2

    Muovi i prezzi verso l’alto in modo tondo

    Da 3,50 a 4 è più semplice e più veloce alla cassa che da 3,50 a 3,80.

  3. 3

    Aggiungi valore dove aumenti

    Una porzione leggermente più generosa, un contorno incluso: l’aumento diventa un cambiamento invece che un rincaro.

  4. 4

    Tieni fermi due prezzi simbolo

    L’acqua e una voce popolare. Sono quelli che la gente ricorda e cita.

  5. 5

    Spiega, se serve, una volta sola

    Un cartello che dice che il ricavato finanzia qualcosa di preciso disinnesca la maggior parte delle obiezioni.

04Il mix, che è dove sta il margine

Margine per presenza = Σ (Margine del prodotto × Pezzi venduti) ÷ Presenze

È il numero da confrontare fra un’edizione e l’altra: dice se il pubblico sta consumando di più o di meno, indipendentemente da quante persone sono venute.

  • Spostare il mix verso i prodotti a margine alto vale più di aumentare i prezzi: si ottiene con la posizione dei banchi, con i menu combinati e con quello che si consiglia.
  • La birra alla spina è quasi sempre il prodotto che regge il margine di una manifestazione: la sua postazione va dimensionata per non fare coda, perché ogni minuto di coda lì costa margine.
  • I piatti a food cost alto vanno tenuti se attirano pubblico, ma vanno riconosciuti per quello che sono: costi di richiamo, non centri di margine.
  • Il caffè e i dolci a fine serata sono margine puro e vengono quasi sempre trascurati.
  • Un banco che vende poco non va tolto se serve a distribuire le code: ha un ruolo logistico anche quando non ha un ruolo economico.

Con Omega

Listini, incassi e mix sotto controllo

  • Listino unico per tutti i punti vendita, con i prezzi che non divergono.
  • Venduto per prodotto e per banco, con il margine di ciascuno.
  • Scontrino medio e consumazioni per presenza, edizione dopo edizione.
  • Consumazioni scansionate al banco anche senza rete, con la coda che scorre.

Tutte le guide di Omega Eventi

Dubbi

Domande frequenti

Che food cost devo tenere in una sagra?
Non c’è un numero unico perché il mix cambia molto: la birra ha un food cost molto più basso di una grigliata. Quello che conta è il food cost **medio ponderato** dell’intera manifestazione, che va confrontato con quello necessario a coprire i costi fissi e a lasciare il margine obiettivo.
I prezzi possono essere diversi fra i banchi?
Tecnicamente sì, praticamente è una fonte costante di discussioni con il pubblico e di errori in cassa. Conviene un listino unico per tutta la manifestazione, con eventuali prodotti esclusivi di un banco venduti solo lì.
Come gestisco i prezzi se ci sono più associazioni con banchi diversi?
Con un accordo scritto prima: listino comune sui prodotti comuni, autonomia sui prodotti specifici, e regole condivise su sconti e omaggi. Senza accordo, la prima serata produce differenze che il pubblico nota subito.
Conviene fare offerte o sconti?
Poco, e comunque non in forma di sconto percentuale: in un banco affollato uno sconto rallenta la cassa e complica il conto. Funzionano molto meglio i menu combinati a prezzo tondo, che alzano lo scontrino invece di abbassarlo.

Provalo con i tuoi dati

Crei l’ambiente, carichi le tue anagrafiche e fai una giornata di lavoro vera prima di decidere.

  • Nessuna carta
  • Pronto in un minuto
  • Operatori illimitati