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Norme e obblighi

Canone per il suolo pubblico di una sagra: quanto si paga nel 2026 e chi è esente

Dal 2021 la vecchia TOSAP è il canone unico patrimoniale: la legge fissa una tariffa standard al metro quadro per giorno, il Comune la corregge con il suo regolamento. Si calcola in cinque minuti, se si sa dove guardare.

9 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • Il canone per l’occupazione del suolo pubblico si calcola su metri quadri, giorni e zona; la tariffa standard giornaliera va da 0,60 euro al metro quadro nei Comuni fino a 10.000 abitanti a 2 euro sopra i 500.000 (art. 1, comma 827, legge 160/2019).
  • Pro loco e associazioni non sono esenti per legge: l’esenzione nazionale riguarda enti pubblici e religiosi per finalità precise. Riduzioni ed esenzioni per le manifestazioni, se ci sono, stanno nel regolamento del tuo Comune.
  • Occupare senza concessione costa il canone maggiorato fino al 50% più una sanzione fra una e due volte il canone, e il Comune può far rimuovere le strutture.

Nel budget di una sagra il canone del suolo pubblico è la voce che si scrive «da chiedere» e si scopre a pratiche avviate. Eppure è una delle poche spese della festa che si può calcolare in anticipo con buona precisione: la legge fissa la tariffa di partenza, e ogni Comune pubblica il suo regolamento e la delibera con i coefficienti.

Qui c’è il meccanismo, con le cifre della legge 160/2019, un esempio di calcolo e le domande da fare all’ufficio tributi per arrivare al numero vero del tuo Comune.

01Dalla TOSAP al canone unico

Dal 2021 la tassa e il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP e COSAP), l’imposta sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni sono stati sostituiti da un solo canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, istituito da ogni Comune con un suo regolamento (art. 1, commi 816–836, legge 160/2019). Per la festa questo significa due cose: il canone si paga sia per l’area occupata sia per gli striscioni e i cartelloni pubblicitari, e le regole di dettaglio non sono nazionali.

Il canone si determina in base alla durata, alla superficie in metri quadri, alla tipologia e alle finalità dell’occupazione e alla zona del territorio comunale (comma 824). Lo paga il titolare della concessione, cioè l’organizzatore che ha chiesto il suolo; si versa di regola contestualmente al rilascio della concessione (comma 835).

02Le tariffe standard della legge

Per le occupazioni di durata inferiore all’anno — tutte le sagre — la legge fissa una tariffa standard giornaliera per metro quadro che il Comune può modificare con il suo regolamento, applicando coefficienti per zona e per tipo di occupazione (commi 817 e 827).

ComuneTariffa standard giornalieraTariffa standard annua
Fino a 10.000 abitanti0,60 € al m²30 € al m²
Da 10.001 a 30.0000,70 € al m²40 € al m²
Da 30.001 a 100.0001,20 € al m²50 € al m²
Da 100.001 a 500.0001,30 € al m²60 € al m²
Oltre 500.0002,00 € al m²70 € al m²
Art. 1, commi 826 e 827, legge 160/2019. I capoluoghi di provincia non possono collocarsi sotto la classe da 30.001 a 100.000 abitanti (comma 828).

Canone = tariffa giornaliera × coefficienti del Comune × metri quadri × giorni

Esempio a tariffa standard, coefficienti pari a 1: sagra di tre giorni su 400 m² in un Comune di 6.000 abitanti. 0,60 × 400 × 3 = 720 euro. Il numero vero si ottiene sostituendo i coefficienti della delibera tariffaria del tuo Comune.

03Chi è esente, e perché la pro loco di solito no

Le esenzioni nazionali sono elencate nel comma 833 e sono poche. Per una festa contano queste:

  • Stato, Regioni, Province, Comuni e loro consorzi: se l’organizzatore formale è il Comune, l’occupazione è esente.
  • Enti religiosi per l’esercizio del culto: la processione sì, lo stand gastronomico della festa parrocchiale non necessariamente — è un’occupazione per una finalità diversa dal culto.
  • Enti pubblici non commerciali per finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica.
  • Occupazioni occasionali di durata non superiore a quella stabilita dai regolamenti di polizia locale: di solito poche ore, non tre giorni di sagra.
  • Insegne e targhe che indicano la sede di comitati, associazioni e altri enti senza scopo di lucro: non gli striscioni della festa.

Una pro loco, un comitato festeggiamenti o un’associazione culturale non sono nell’elenco. Ma la legge lascia ai Comuni la possibilità di prevedere nel regolamento ulteriori esenzioni o riduzioni (commi 821, lettera f, e 834), e molti la usano proprio per le manifestazioni senza fine di lucro, per quelle patrocinate o per le aree di feste tradizionali. È la ragione per cui la stessa sagra paga il canone pieno in un paese e niente in quello accanto.

04Striscioni e cartelli degli sponsor

La stessa legge assoggetta al canone la diffusione di messaggi pubblicitari su aree pubbliche o visibili da luogo pubblico (comma 819, lettera b). Si calcola sulla superficie del mezzo pubblicitario, indipendentemente dal numero di messaggi (comma 825); sotto i 300 centimetri quadrati non si paga. E c’è un dettaglio che cambia i contratti: per la pubblicità è obbligato in solido il soggetto pubblicizzato (comma 823), cioè lo sponsor.

Conviene scrivere nel contratto di sponsorizzazione chi paga il canone dello striscione e chi presenta la dichiarazione. Il resto del contratto con lo sponsor — cosa vendi, cosa garantisci — sta in sponsor e contratti.

05Occupare senza concessione: quanto costa

Cosa succedeQuantoNorma
Indennità per occupazione abusivaIl canone dovuto maggiorato fino al 50%Comma 821, lettera g
Sanzione amministrativaDa una a due volte l’importo del canone o dell’indennità, oltre alle sanzioni del codice della stradaComma 821, lettera h
RimozioneIl Comune rimuove le strutture non autorizzate o difformi, con i costi a carico di chi ha occupatoComma 822
Le misure esatte, dentro questi limiti, le fissa il regolamento comunale.

La difformità conta quanto l’abuso: occupare 500 metri quadri con una concessione per 400 significa pagare i 100 in più come occupazione abusiva. Il gazebo in più aggiunto il venerdì sera è il caso più comune.

06Le domande da fare all’ufficio tributi

Per arrivare al numero vero

  • In che zona tariffaria cade l’area della festa, e quale coefficiente si applica alle occupazioni per manifestazioni?
  • Il regolamento prevede riduzioni o esenzioni per associazioni senza scopo di lucro, manifestazioni patrocinate o feste tradizionali?
  • I giorni di montaggio e smontaggio si pagano a tariffa piena o ridotta?
  • Si pagano a parte le superfici occupate da cavi, generatore, bagni chimici e parcheggio dei mezzi?
  • Gli striscioni degli sponsor sono dentro la stessa concessione o serve una dichiarazione separata per la pubblicità?
  • Entro quando va versato il canone, e con quale modalità di pagamento?

La domanda di occupazione è anche la prima pratica del calendario della festa, perché definisce l’area su cui si calcola tutto il resto: l’ordine completo è nella guida ai permessi per una sagra, e il peso del canone rispetto alle altre spese si vede nel budget di un evento.

07Dove lo tiene Omega Eventi

In Omega Eventi la «Domanda di occupazione suolo pubblico» è la prima voce della checklist, sessanta giorni prima della festa; il canone entra nel budget dell’evento come voce di spesa, accanto a SIAE, noleggi e service, e a fine festa il consuntivo dice quanto è costato davvero. Per una stima prima ancora di aprire il gestionale c’è il calcolatore quanto costa un evento.

Con Omega

Cosa fa Omega Eventi al posto tuo

  • La domanda di occupazione del suolo è la prima pratica della checklist, con la scadenza a 60 giorni dalla festa
  • Il canone entra nel budget dell’evento e nel consuntivo, accanto alle altre spese fisse
  • Gli sponsor hanno il loro contratto e le loro voci: si vede chi paga lo striscione
  • La concessione e la ricevuta del versamento restano allegate all’evento per l’edizione successiva

Tutte le guide di Omega Eventi

Dubbi

Domande frequenti

La TOSAP esiste ancora?
No: dal 2021 TOSAP, COSAP, imposta sulla pubblicità e diritti sulle affissioni sono stati sostituiti dal canone unico patrimoniale della legge 160/2019. Molti moduli e molte persone continuano a chiamarlo TOSAP, ma il regolamento da leggere è quello del canone.
La pro loco è esente dal canone?
Non per legge: il comma 833 esenta enti pubblici, enti religiosi per il culto ed enti pubblici non commerciali per finalità specifiche. Il Comune però può prevedere esenzioni o riduzioni nel suo regolamento, e molti lo fanno per le manifestazioni senza scopo di lucro. Va letto il regolamento del proprio Comune.
Quanto costa occupare 300 metri quadri per due giorni?
A tariffa standard, in un Comune fino a 10.000 abitanti, 0,60 × 300 × 2 = 360 euro; in un Comune fra 30.000 e 100.000 abitanti, 1,20 × 300 × 2 = 720 euro. Il Comune applica poi i suoi coefficienti di zona e le eventuali riduzioni: il numero vero sta nella delibera tariffaria.
Se la festa è su un’area privata si paga il canone?
Per l’occupazione no: il presupposto è l’occupazione di aree del demanio o del patrimonio indisponibile dell’ente. Per gli striscioni pubblicitari visibili dalla strada invece il canone può essere dovuto anche se sono su suolo privato, e il Comune può ridurlo fino alla metà (comma 821, lettera f).

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