Conti e margini

Quanto si guadagna con un banco birra: i conti veri di una sagra

Il margine sulla birra è alto e quasi tutti lo sanno. Quello che quasi nessuno calcola è lo sfrido, e lo sfrido è la differenza fra un buon anno e un pareggio.

8 minuti di lettura Aggiornata al 12 agosto 2026Omega Eventi

In breve

  • Un fusto da 30 litri rende circa 60 bicchieri da 0,4 al netto dello sfrido, non 75: la schiuma e il fondo pesano il 15–20%.
  • Il margine lordo di un banco birra ben gestito sta fra il 70 e l’80%, ma i costi fissi della serata se ne mangiano una fetta enorme se le presenze sono basse.
  • Il numero che conta non è il margine: è quante persone servono per coprire i costi fissi. Sotto quella soglia, ogni birra è in perdita.

Le sagre si finanziano quasi ovunque allo stesso modo: la cucina copre i costi, il bar fa il margine. È un equilibrio noto a chiunque ne abbia organizzata una, ma raramente scritto — e quello che non è scritto non si può migliorare da un anno all’altro.

Questa guida mette i numeri in fila: come si calcola la resa reale di un fusto, quanto costa davvero una consumazione, quali sono i costi fissi che una serata deve coprire prima di guadagnare un euro, e come si ricava il punto di pareggio in persone — che è l’unico numero da tenere in testa mentre si decide quanto ordinare.

01La resa vera di un fusto

Il conto che tutti fanno è: 30 litri diviso 0,4 fa 75 bicchieri. È il conto sbagliato, e sbaglia sempre nella stessa direzione. Fra schiuma, primo spillato, fondo del fusto e bicchieri riempiti male, lo sfrido reale di un banco gestito da volontari sta fra il 15 e il 20%.

bicchieri reali = (litri del fusto ÷ formato del bicchiere) × (1 − sfrido)

Con 30 litri, bicchieri da 0,4 e sfrido del 18%: (30 ÷ 0,4) × 0,82 ≈ 61 bicchieri.

FustoBicchiereTeoriciReali (sfrido 18%)
30 litri0,2 (piccola)150123
30 litri0,4 (media)7561
30 litri0,5 (grande)6049
20 litri0,4 (media)5041

02Il margine per consumazione

Il costo di una consumazione non è solo il liquido: è il liquido più il bicchiere più la quota di CO₂, ghiaccio e materiali di consumo. Nella gastronomia è la materia prima più il piatto, la posata e il tovagliolo. Metterlo nel conto cambia il risultato più di quanto sembri.

VoceBirra media 0,4Piatto di primo
Prezzo di vendita4,00 €7,00 €
Materia prima0,75 €1,80 €
Contenitore e usa e getta0,08 €0,25 €
Consumo tecnico (CO₂, gas, acqua)0,05 €0,15 €
Margine lordo3,12 € (78%)4,80 € (69%)
Valori indicativi per una sagra di paese con acquisti a listino ingrosso. I tuoi numeri veri li hai sulle fatture dei fornitori.

Il margine percentuale però non paga niente: paga il margine assoluto moltiplicato per i pezzi. Ed è qui che serve il secondo conto.

03Il punto di pareggio, in persone

Una serata ha costi che ci sono comunque, che vengano cento persone o mille: il gruppo che suona, il service, la SIAE, i bagni chimici, il generatore, l’assistenza sanitaria, la pubblicità. Il primo lavoro del banco è coprirli.

Costo fisso della serataImporto tipico
Gruppo musicale600 €
Service audio e luci450 €
SIAE180 €
Bagni chimici (2 unità)220 €
Generatore e allacci150 €
Assistenza sanitaria200 €
Stampa e volantini (quota serata)100 €
Totale1.900 €

persone al pareggio = costi fissi ÷ (margine medio per persona)

Con 1.900 € di costi fissi e una spesa media di 12 € a persona con margine del 72% (≈ 8,60 € a testa): 1.900 ÷ 8,60 ≈ 221 persone.

Duecentoventi persone è il numero da tenere in testa. Sotto, la serata perde; sopra, ogni persona in più vale quasi nove euro netti. È anche il motivo per cui alzare la spesa media conta più che alzare i prezzi: passare da 12 a 15 euro a persona sposta il pareggio a 176 persone senza toccare un listino.

04Quanto ordinare, senza restare a secco né rimanere pieni

Il calcolo di partenza è semplice: presenze attese × consumazioni medie a testa ÷ resa reale del fusto. Il problema è che le presenze attese sono una speranza. Per questo si ordina con un margine e si concorda la resa dell’invenduto.

  1. 1

    Stima le presenze

    Parti dall’anno scorso, non dalle sensazioni. Se è la prima edizione, chiedi a chi organizza una festa simile nel tuo comune.

  2. 2

    Moltiplica per le consumazioni a testa

    Su una serata di sagra si va da 2 a 3,5 consumazioni a persona. Sotto le due, o la serata è corta o il banco è lento.

  3. 3

    Dividi per la resa reale

    Non per quella teorica. Sessantuno bicchieri per fusto da 30 litri, non settantacinque.

  4. 4

    Aggiungi il 15% di scorta

    Restare a secco alle undici costa molto più che riportare indietro due fusti.

  5. 5

    Metti per iscritto la resa

    Accordati con il fornitore su cosa si può rendere e a che condizioni, prima della consegna. È la clausola che rende indolore la scorta.

Da contare a fine serata, sempre

  • Fusti aperti e fusti pieni rimasti
  • Bicchieri usati (dice la resa reale del tuo impianto)
  • Contanti in cassa, contro quanto dice il sistema
  • Consumazioni servite per banco e per ora
  • Invenduto da rendere, contato insieme a chi lo ritira

05Il consuntivo, e l’errore che lo falsa

Il lunedì dopo si somma tutto: biglietti, ricariche, consumazioni pagate al banco, sponsor e contributi da una parte; artisti, service, SIAE, merce, allestimento, sicurezza dall’altra. È un conto che si fa in mezz’ora se i numeri sono stati scritti mentre succedevano, e in tre serate se vanno ricostruiti.

L’altro errore, più sottile, è contare due volte lo stesso euro: se registri la ricarica come incasso e poi anche la consumazione pagata con quel credito, il totale raddoppia. Le consumazioni scalate dal credito non sono un incasso nuovo: l’incasso è avvenuto in cassa, al momento della ricarica.

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Cosa fa Omega Eventi al posto tuo

  • Ogni consumazione registrata con banco, ora e operatore: la classifica di cosa è andato esce da sola
  • Il costo d’acquisto accanto al prezzo, così il margine è un numero e non un’opinione
  • Il credito ancora sui braccialetti contato come debito e non come utile
  • Preventivo e consuntivo nella stessa schermata, con le entrate che si riempiono dai fatti
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Dubbi

Domande frequenti

Che prezzo metto alla birra?+

Il metodo più solido è partire dal margine che ti serve, non dal prezzo del bar del paese. Calcola il costo pieno della consumazione, decidi il margine (il 70–75% è la norma delle feste), e arrotonda al mezzo euro o al gettone. Se il prezzo che esce è molto più alto di quello percepito come giusto nel tuo territorio, il problema è a monte: stai comprando male o hai troppo sfrido.

Conviene fare il biglietto d’ingresso?+

A una sagra di paese quasi mai: l’ingresso libero porta le persone che poi consumano, e il margine sta lì. Il biglietto ha senso quando c’è un costo artistico importante da coprire, e in quel caso la formula che funziona meglio è il biglietto con una consumazione compresa — che si percepisce come uno sconto e intanto porta la persona al banco.

Come faccio a sapere quale banco ha reso di più?+

Solo se ogni consumazione è stata registrata con il banco che l’ha servita. Con i contanti e con i gettoni di carta il dato non esiste: si può ricostruire per differenza sui fusti, ma non per la cucina. È la ragione principale per cui chi organizza più di una festa all’anno passa a un sistema che scrive ogni riga.

Quanto tempo prima devo ordinare?+

Due settimane è il minimo ragionevole per birra e bibite; per la carne e il fresco si concorda la consegna il giorno prima o la mattina stessa. La cosa da fissare per iscritto con anticipo non è la quantità, è la **resa dell’invenduto**: è quella che ti permette di ordinare con margine senza rischiare.

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